Come il filamento di una lampadina elettrica si accende e si illumina
quando vi scorre una corrente elettrica regolare e continua,
così la mente dello yogi sarà illuminata dal Dhyana
( B.K.S. Iyengar, 2013).
Il quinto, il sesto e il settimo elemento del sistema yogico integrale, corrispondono a tre specifici stadi meditativi, rispettivamente denominati Pratyahara, Dharana e Dhyana.
Se la pratica del Pratyahara consiste nel rivolgere la concentrazione sul proprio respiro, distogliendola sia dalle distrazioni provenienti dall’ambiente esterno sia dalle percezioni sensoriali e dalle reazioni corporee, e attraverso il Dharana si raggiunge lo stato di Attenzione Focalizzata su un solo elemento o idea, calmando la mente, lo stadio successivo, il Dhyana coincide con un Livello Superiore dell’Esperienza Meditativa.
Durante il Dhyana infatti, i confini tra corpo, mente e respiro si assottigliano fino a dissolversi, determinando il raggiungimento di un livello di Consapevolezza in cui non vi è distinzione tra il soggetto ed l’oggetto, tra l’esploratore ed l’esplorato, tra il vivente e il vissuto.
L’esperienza che si realizza corrisponde ad un Flusso Coscienziale Libero e Continuo, privo di blocchi e ostacoli, spontaneamente orientato nella direzione che conduce al culmine della Meditazione, il Samadhi.