Il controllo del Respiro consiste nell’ Interruzione dei flussi dell’ Inspirazione e dell’ Espirazione. (Yoga Sutra, II, 49).
Il terzo elemento del sistema dello Yoga Integrale è costituito dal Pranayma.
Il termine sanscrito Pranayama è composto dalle parole Prana che significa fiato, Energia, respiro, vita, vento, Vitalità o Forza, e Ayama che significa Estensione o Controllo.
La pratica del Pranayama coincide pertanto con il controllo sulla Respirazione che, secondo la visione di Patanjali, deve essere realizzato in una posizione stabile, ed applicato ad ognuna delle tre fasi in cui si articola:
– Inspirazione o inalazione (Puraka),
– Espirazione o esalazione (Rechaka),
– Ritenzione o Trattenimento (Kumbaka).
La postura deve consentire l’allineamento armonico della schiena e l’appoggio delle mani in grembo.
La tecnica basilare prevede la fissazione dello sguardo sulla punta del proprio naso, e l’esecuzione di una prima serie di respirazioni per purificare le vie aeree attraverso l’alternanza di Puraka, Kumbaka e Rechaka.
Nella seconda fase, occorre invertire la sequenza praticando prima il Rechaka e successivamente Kumbaka e Puraka.
Il Kumbaka è eseguibile in due modalità complementari che coincidono, la prima con la sospensione del respiro al termine dell’Inspirazione (Abiantara) e il conseguente trattenimento dell’aria nei polmoni, e la seconda con la sospensione del respiro al termine dell’Espirazione (Bahia) e il conseguente trattenimento dell’aria fuori dai polmoni.
La respirazione yogica prevede l’unione armoniosa e fluida della Respirazione addominale, toracica, e clavicolare, che devono articolarsi secondo una naturale successione, libera da tensioni o contratture.
Inoltre, poiché ogni forma di vita è permeata di energia pranica, ognuna è dotata di canali deputati al passaggio, sia in entrata che in uscita, del prana. Nell’organismo umano sono la pelle, la lingua, il naso, gli alveoli e la mente.
All’interno del sistema yogico, il Pranayama assume una valenza fondamentale, a partire dall’osservazione del ritmo, del flusso e della durata del respiro, la quale è propedeutica al Controllo sull’attività mentale, alla Valorizzazione delle risorse attentive, e al Monitoraggio del proprio Comportamento.