
All’interno degli Yoga Sutra, testo fondamentale della Tradizione Yogica composta centonovantasei aforismi, l’autore Patanjali indica gli otto Stadi o Livelli disciplinari (Ashtanga), interpretabili quali fasi progressive nel percorso di Yoga che ciascuno compie durante la vita (B.K.S. Iyengar, 2003), e attraverso i quali è possibile perseguire l’Autorealizzazione.
I primi due stadi coincidono con Yama (insieme di principi etici e regole comportamentali) e Niyama (insieme di norme finalizzate all’autodisciplina, e all’autoregolazione del proprio atteggiamento).
Yama è un termine sanscrito che significa Restrizione, Controllo, e indica i principi etici che regolano il comportamento quotidiano del praticante di yoga, sia in senso morale che civile, a prescindere dall’aderenza ad una tradizione religiosa, dal contesto socioculturale e da ogni altro fattore che influenza l’atteggiamento individuale.
Patanjali enumera cinque Yama, quali norme finalizzate alla valorizzazione delle relazioni tra gli individui, favorendo l’emergere di un sentimento che non si limita al desiderio di osservanza precettuale, ma che è in grado di alimentare un impulso di comprensione reciproca:
- Ahimsa: innocenza, non nuocere, non violenza;
- Satya: onestà, verità;
- Asteya: astensione dal furto;
- Brahmacarya: giusto utilizzo dell’energia;
- Aparigraha: assenza di avidità;
Niyama indica, parallelamente all’applicazione universale delle Yama, un sistema di regole riferite alla disciplina individuale e indirizzate al miglioramento della relazione con se stessi, e quindi, al perseguimento di un benessere originante dal rapporto con la propria interiorità. Ciascuna di tali norme viene approfondita nei suoi aspetti materiali, comportamentali, e simbolici, al fine di fornire un esaustivo quadro di riferimento quotidiano per il per il praticante di yoga, il quale è libero di aderire ai principi del Niyama e perseguire un perfezionamento individuale, nella consapevolezza della relativa valenza in termini universali.
Le cinque regole Niyama elencate da Patanjali sono
- Saucha: pulizia, salute fisica, purezza;
- Santosa: appagamento, felicità della mente, facoltà di giorie;
- Tapas: ardore, fervore nel lavoro, desiderio bruciante di evoluzione spirituale;
- Svadhyaya: studio di sé stessi, ricerca interiore;
- Ishvara Pranidhana: devozione, resa, abbandono all’intelligenza superiore;