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Correlazioni tra la Fine della Stagione Estiva e Tono dell’Umore

La fine dell’estate rappresenta una transizione significativa, ambientale e simbolica, che coinvolge naturalmente il sistema psicofisico umano e ne orienta le dinamiche verso configurazioni più coerenti con le variazioni che prendono vita nel mondo esterno.
Il calo delle temperature, la riduzione delle ore di luce solare, il graduale ripristino di ritmi vitali più calmi e ripetitivi ed, in generale, il ritorno alla routine tipica dei mesi autunnali, non mancano di innescare reazioni neurofisiologiche adattive che ognuno può percepire su piani e livelli diversi, da quelli fisici, muscolari e energetici, alle dinamiche neuroendocrine e psicologiche che si ripercuotono sui nostri stati d’animo.
Settembre arriva in punta di piedi, ma porta con sé un cambiamento che molti avvertono nel profondo. Quindi, mentre gli spensierati giorni vacanzieri si dissolvono in ricordi e la luce dorata dell’estate si spegne gradatamente lungo la volta di un cielo più opaco, alcune persone iniziano ad accusare una sorta di spossatezza fisica, mentre altre si sentono inclini ad un umore malinconico, all’apatia e alla tristezza.
Tra i molti studi scientifici che evidenziano come la transizione dall’estate all’autunno sia in grado di incidere profondamente sul nostro benessere psicologico ed emotivo, merita particolare attenzione lo studio condotto dal prof. Francesco Benedetti presso l’IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) del Policlinico Universitario San Raffaele di Milano, il quale si è concentrato soprattutto sulla relazione tra il tono dell’umore e la qualità della luce ambientale.
Tale studio ha evidenziato come la diminuzione della luce solare, sia per durata sia per intensità, riduce significativamente la produzione di serotonina, il neurotrasmettitore associato a serenità ed equilibrio,  favorendo contestualmente una maggiore secrezione di melatonina, il neurotrasmettitore che regola il ciclo sonno-sveglia ma che, in condizioni di carenza di serotonina, può indurre disordini del sonno e stati di stanchezza cronica.

“Il cervello umano è sensibile alla luce. I cambiamenti stagionali agiscono come fattori biologici che modulano la vulnerabilità alla depressione.”  (cit. F. Benedetti, UniSR, 2021)

Da una prospettiva strettamente psicologica, la fine dell’estate può coincidere con una svolta emozionale tanto inevitabile quanto indesiderata che segna la conclusione di un periodo più leggero e spensierato, per spalancare le porte di una realtà intessuta di impegni, responsabilità e routine. Questo cambiamento può naturalmente infondere:
– Disforia post-vacanza: senso di vuoto, irritabilità, tristezza;
– Ruminazione mentale: pensieri negativi ricorrenti legati al futuro;
– Riduzione della motivazione: difficoltà a riprendere attività quotidiane;

Per affrontare al meglio questa transizione, non occorrono strategie complesse, bensì è consigliabile coltivare semplici attitudini e piccole gestualità quotidiane, atte a fluire attraverso il cambio stagionale con facilità e fiducia:
– Esporsi alla luce naturale, soprattutto durante il momento cruciale del risveglio mattutino, favorisce livelli funzionali di serotonina e melatonina, i neurotrasmettitori correlati rispettivamente con la serenità ed il riposo psicofisico.
– Coltivare orari regolari di ciclo sonno-veglia e limitare l’uso di dispositivi elettronici prima di andare a dormire può migliorare la qualità del sonno e stabilizzare l’umore.
– L’attività fisica, anche nelle sue forme più leggere, è un potente alleato: camminare, nuotare o fare esercizio all’aria aperta, stimola la produzione di endorfine e riduce il livelli di cortisolo, anche noto come ”ormone dello stress”.

Infine, una cura privilegiata è sempre da garantirsi alle strategie più sottili e profonde, ovvero quelle rivolte alla nostra Vita emozionale:
accogliere il cambiamento, senza opporvisi ed evitando di mettere in atto resistenze o forzature improbabili, rappresenta senza’altro l’atteggiamento più protettivo ai fini di un cambio di stagione sereno ed equilibrato.

Scrivere un diario, praticare la Mindfulness o, semplicemente, coltivare un’attitudine volta all’osservazione delle proprie dinamiche psicologiche o dei propri stati d’animo, senza giudicarne la qualità né farsene travolgere, sono scelte comportamentali realmente in grado di trasformare un passaggio stagionale, talora indesiderato, in una nuova opportunità di Crescita e Conoscenza di sé.

 

📚 Bibliografia essenziale

  • Benedetti, F. et al. (2021). Correlazione tra depressione e neuroinfiammazione. Università Vita-Salute San Raffaele.
  • Rohan, K.J., et al. (2009). Seasonal pattern and neurobiological correlates in major depressive disorder. Journal of Affective Disorders, 117(1-2), 125–132.
  • Chiavaroli, A. (2022). Inibizione in contesti affettivi e rischio di depressione. Tesi di laurea, Università degli Studi di Padova.
  • Montesi, L. (2022). Estate: gli effetti su ansia e depressione.

 

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