Per descrivere la Genesi della Psicologia da una prospettiva realistica, è doveroso premettere che l’interesse verso i fenomeni relativi alle strutture psichiche essenziali, quali il Pensiero, la Percezione, le Emozioni o, più in genere, rivolto alla Mente e alla Psiche Umana, trapela vistosamente già dai documenti delle civiltà più antiche.
Tuttavia, è solo con l’avvento della filosofia greca, che ha inizio la trattazione sistematica delle tematiche centrali in Psicologia, il cui iter si sviluppa quindi ancorandosi inevitabilmente alle varie scuole filosofiche.
Infatti, è nell’Opera di filosofi quali Platone, Ippocrate, Galeno, che rintracciamo i costrutti basilari della Psicologia moderna, a cominciare dalla descrizione platonica della Psiche, ben illustrata nel mito del Carro e dell’Auriga come risultante di tre entità distinte:
il cocchiere del carro, altresì detto Auriga, il cavallo bianco ed il cavallo nero, entrambi preposti a trainare il carro.
Nella Visione Platonica, la Psiche è dunque composta da un Essenza cosciente e consapevole (il cocchiere o auriga), il cui compito è guidare con saggezza le altre due parti costituenti, reciprocamente opposte, e rappresentate dal cavallo bianco, conforme ai valori etici e morali, e dal cavallo nero, governato da impulsi irrazionali e istinti privi di moralità.
E’ pressoché impossibile non notare come, a distanza di secoli, il padre della Psicoanalisi, Sigmund Freud, definirà la Psiche attraverso i concetti di Io – Super Io – Es, evocanti molto da vicino proprio i tre elementi del mito Platonico.
Diversamente, il contributo di filosofi quali Ippocrate e Galeno si orienta in modo più specifico
sul rapporto che intercorre tra Psiche e Corpo. Entrambi gli studiosi si sforzarono di rilevare e studiare le relazioni tra i fenomeni fisici dell’organismo e i fenomeni psichici dell’individuo, le quali, pur restando sprovviste di inconfutabili prove scientifiche, hanno gettato le fondamenta della Psicofisiologia.
Nel definire la genesi storica della Psicologia, possiamo quindi affermare che essa rimarrà strettamente annessa agli studi filosofici fino alla fine del XVIII secolo, mentre, a partire dal secolo XIX si realizzeranno le condizioni storico-scientifiche per la nascita di una Psicologia quale scienza autonoma, dotata di caratteristiche tali da consentirne lo studio secondo metodologia propria delle scienze sperimentali.
Quando nasce la Psicologia
Pertanto, poiché per nascita della Psicologia intendiamo la nascita della Psicologia come scienza, sé stante, essa si colloca chiaramente nell’Ottocento.
L’Ottocento è infatti il secolo in cui si realizza un vero e proprio salto qualitativo riguardo alle conoscenze in ambito medico, biologico, anatomico, fisiologico, e fisiopatologico anche del sistema nervoso. Nell’Ottocento si scoprono le leggi che regolano l’attività nervosa, si rileva la stretta relazione tra il funzionamento di aree circoscritte del cervello e le attività elementari dell’organismo, si localizzano i centri del linguaggio.
In definitiva, è nell’Ottocento che, progressivamente, prende vita l’idea di poter studiare i processi psichici allo stesso modo delle altre attività dell’organismo.
Fondatore della Psicologia quale scienza accademica indipendente, è il tedesco Wilhelm Wundt, professore di filosofia all’Università di Lipsia e, fondatore, nella stessa città Lipsia nell’anno 1879, del primo laboratorio di Psicologia Sperimentale.
Tappe e Correnti Significative della Psicologia:
1. LO STRUTTURALISMO
E’ il tedesco Wundt, fondatore della Psicologia quale scienza accademica e del primo laboratorio di Psicologia Sperimentale a Lipsia nel 1879, nonché autore dei testi Contributi alla teoria della percezione sensoriale e Manuale di psicologia, il padre della corrente chiamata Strutturalismo.
Nel laboratorio da lui fondato, a cui affluirono studiosi di tutto il mondo desiderosi di partecipare al progetto nascente della Psicologia come disciplina sperimentale indipendente, si studiarono, in particolare, la psicofisica ed i tempi di reazione, ovvero si studiò come gli Stimoli provenienti dall’ambiente esterno venissero innanzitutto tradotti in Impulsi Nervosi, poi, attraverso le vie sensoriali, fossero trasmessi al cervello, e quindi diventassero prima Sensazioni Elementari e poi Percezioni Complesse.
Secondo l’approccio STRUTTURALISTA di Wundt e collaboratori, le Percezioni Complesse, che ci forniscono una rappresentazione del mondo, sono un’ elaborazione delle Sensazioni Elementari, a loro volta frutto dell’Esperienza Immediata: di conseguenza, gli strutturalisti individuarono quale OGGETTO di STUDIO l’Esperienza Immediata (anziché l’esperienza mediata della fisica e delle scienze naturali), come si presenta alla coscienza, in modo diretto e fenomenico.
Wudnt fu il primo a formulare l’idea che l’Attività Mentale avvenisse in relazione a stimoli esterni oggettivamente riconoscibili e misurabili, elaborando così una PSICOLOGIA innovativa, nella cui Visione la MENTE venne considerata come un’ATTIVITA’ e non più come una SOSTANZA.
Il metodo ideato dagli strutturalisti per comprendere il processo attraverso il quale si formano le Percezioni Complesse, a partire dalle Sensazioni Elementari provocate dall’Esperienza Immediata, fu l’ INTROSPEZIONE, la quale divenne lo strumento primario della PSICOLOGIA SPERIMENTALE.
Con il termine INTROSPEZIONE si ci riferì quindi alla capacità di guardare nella propria Mente.
Dunque, così come la Psicologia Fisiologica concentrava il suo interesse verso i processi di Eccitazione, derivanti dalla stimolazione degli organi sensoriali e poi trasmessi al cervello tramite i neuroni sensoriali per ritornare quindi ai muscoli, la Psicologia Sperimentale concentrò il suo interesse sulla Vita Mentale indagandone i meccanismi e gli aspetti attraverso l’Introspezione.
Nell’opera Physiological Psychology (1893), Wundt formulò la Teoria Tridimensionale delle Emozioni, in cui classificò le Emozioni in tre categorie: piacevoli/spiacevoli; tese/rilassate; eccitate/depresse. Secondo tale teoria, un emozione poteva coincidere con un solo aspetto di una delle tre categorie, ma anche con la combinazione di un aspetto di ognuna delle tre categorie individuate.
Nell’ambito della Psicologia Sperimentale, i cosiddetti Stati Soggettivi, o Stati di Coscienza, furono pressoché letteralmente “trasportati” in laboratorio, ed analizzati col metodo dell’Introspezione: in laboratorio, il soggetto veniva prima addestrato all’Introspezione, poi gli veniva presentato uno Stimolo, controllabile e misurabile, in seguito al quale il era chiamato a descrivere nel dettaglio tutto ciò che provava: sensazioni, immagini, stati mentali, o qualsiasi altro fenomeno, servendosi del Resoconto Verbale.
Le sensazioni venivano quindi classificate e ordinate in base a modalità e a dimensioni specifiche: le modalità si distinguevano in visiva, uditiva, cinestetica, olfattiva e gustativa, mentre le dimensioni si distinguevano per durata, estensione, intensità, ecc.
Tuttavia, se per un certo periodo, parve possibile studiare scientificamente Coscienza e Pensiero attraverso il metodo di Wundt, esso si rivelò presto insufficiente, e furono gli stessi allievi di Wundt ad avanzare dubbi sulla validità metodologica dell’Introspezione, in quanto capitava con una certa frequenza che non si trovassero d’accordo nell’interpretazione dei loro stessi Stati Soggettivi.
Ad importare lo Strutturalismo dai confini europei agli Stati Uniti, fu l’inglese Edward Bradford Titchener, colui che, dal laboratorio di Lipsia, a soli 25 anni si trasferì negli Stati Uniti e tradusse in inglese l’opera di Wundt, dedicandosi quindi alla sua diffusione e all’ampliamento.
2. IL FUNZIONALISMO
Corrente diversa dallo Strutturalismo, il Funzionalismo nacque negli Stati Uniti sulla scia della teoria evoluzionistica Darwin, ad opera di James e Dewey, e da qui importato successivamente in Europa da Claparede.
Secondo la Visione essenziale del Funzionalismo, il Comportamento Umano veniva considerato come Processo di adattamento dell’organismo all’ambiente.
3.IL COMPORTAMENTISMO
Fondato nel 1913, da John Watson nell’opera che fu chiamata Rivoluzione Comportamentista, è una corrente che, essenzialmente, individua il Comportamento Umano quale Oggetto di Studio.
I suoi criteri basilari ruotano attorno ai seguenti assunti:
– La psicologia deve concentrarsi su un oggetto di studio osservabile da tutti gli studiosi.
– La mente è una scatola nera (black box) in cui non sappiamo, né possiamo osservare, cosa accade.
– Il comportamento manifesto è l’Unica Variabile di Studio.
– L’organismo è una sorta di stazione intermedia tra gli stimoli in entrata e le risposte in uscita.
Infatti, il Comportamentismo è stato altresì definito Psicologia Stimolo-Risposta.
Tra i maggiori studiosi comportamentisti, spicca il fisiologo russo PAVLOV (1927) il quale, dopo aver svolto indagini sulla circolazione, sul cuore e sulla digestione, si concentrò su quelle particolari dinamiche psicologiche che chiamò Riflessi Condizionati.
Pavlov scoprì che, suonando un campanello mentre si mostrava del cibo ad un cane affamato, e ripetendo questa sequenza di eventi più volte, si portava il cane a salivare con il solo suono del campanello, anche quando a questo non si accompagnava alcun cibo.

Pertanto, dedusse che se la salivazione alla vista del cibo si poteva considerare una risposta naturale (non condizionata), la salivazione al suono del campanello era da considerarsi come risposta condizionata.
I grandi contributi di Pavlov furono soprattutto la determinazione dei parametri e del bagaglio teorico sperimentale, oltre che della terminologia necessaria per descrivere esperimenti successivi, condotti da altri ricercatori. Le scoperte di Pavlov sono state fondamentali per lo studio dell’Apprendimento Umano.
Altro esponente di spicco del movimento Comportamentista fu SKINNER (1938), il quale, elaborò la teoria del Condizionamento Operante, in risposta al modello di Pavlov.
Grazie agli studi di Thorndike, Skinner sviluppò il modello del Condizionamento Operante, secondo il quale una risposta può essere attivata senza la necessità di uno stimolo, poiché essa diviene subordinata alla possibilità di una ricompensa.
Secondo il modello del CONDIZIONAMENTO OPERANTE, l’APPRENDIMENTO è quindi il Risultato del Condizionamento mediante il rinforzo di una risposta selezionata tra le tante possibili in un dato contesto. Ad esempio:
Un topo affamato viene messo in una scatola (“Skinner-box”) e, durante la sua attività esplorativa, preme casualmente una leva la cui pressione fa emettere pallina di cibo (Rinforzo), e ciò accadrà ogni volta che il ratto preme la leva. In tale modo si instaura un Condizionamento Operante.
In tale modello, il Rinforzo può essere di due tipi: Positivo, volto ad aumentare la probabilità di emissione della risposta desiderata, oppure Negativo, consistente nell’eliminazione di uno stimolo indesiderato, che produce una risposta di evitamento;
LA PSICOLOGIA DELLA GESTALT
Parallelamente al comportamentismo americano, nasce in Europa la Psicologia della Gestalt, come corrente di pensiero opposta all’approccio strutturalista di Wundt. Data e circostanze di nascita vengono collocate nel 1912, quando Wertheimer pubblica il suo celebre esperimento sul movimento stroboscopico.
Il significato etimologico di Gestalt è Forma organizzata o Configurazione Armonica.
Secondo i suoi maggiori rappresentanti, Max Wertheimer, Wolfang Kohler e Kurt Koffka, la forma più tipica e diffusa di APPRENDIMENTO è quella dell’INSIGHT, il quale rappresenta un concetto di grande importanza per tutta la Psicologia, definibile come una sorta di “intuizione” o, in termini più specifici, consistente in una improvvisa riorganizzazione del campo di esperienza.
E’ stato dimostrato che i fenomeni di INSIGHT sono condizionati dall’apprendimento precedente.
Uno degli esperimenti più importanti, riguardo a questo tipo di apprendimento, è quello dello psicologo e ricercatore Harlow.
Nel 1949, Harlow addestrò delle scimmie a risolvere alcuni problemi:
durante l’esperimento venivano presentati alle scimmie 3 oggetti, dei quali due erano uguali tra loro e uno diverso, e la consegna consisteva nell’individuare l’oggetto diverso. Dopo aver risolto una serie di questi problemi, le scimmie diventavano in grado di risolvere problemi di dissomiglianza analoghi, con oggetti mai visti prima.
Visti i risultati, Harlow concluse che le scimmie avevano acquistato un set di comportamenti di apprendimento, grazie ai quali potevano risolvere problemi di dissomiglianza senza dover apprendere la soluzione, ogni volta, attraverso una serie ripetuta di “prove ed errori”.
Giunti a questo punto, divenne possibile affermare che le capacità iniziali del soggetto svolgono un ruolo di particolare importanza nel fornire le condizioni per l’Apprendimento, e che tali capacità iniziali possono dirsi interne al soggetto (intrinseche, oltre a distinguersi dalle cosiddette capacità esterne, che giocano, peraltro, una loro importanza nel processo di Apprendimento.
La Psicologia della Gestalt, coerentemente con la sua valenza semantica di “Forma Armonica”, può infine rappresentare un collegamento tra la Psicologia moderna del secolo scorso e quella contemporanea, nettamente orientata verso un approccio neuroscientifico, a partire da mappature sempre più sofisticate e dettagliate correlazioni tra aree e configurazioni anatomiche del cervello, con gli stati emozionali e psichici che caratterizzano il comportamento umano.
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